depressione e sindrome bipolare

La nostra storia quotidiana è caratterizzata da tante evenienze che involgono la sfera emotiva. Emozioni, sentimenti, stati d’animo vengono via via collegati agli eventi che costellano la nostra esistenza. In una parola, tuttavia, quando le variazioni dell’umore divengono persistenti e si evolvono soprattutto con sensazioni di tristezza, malinconia, mancanza d’entusiasmo, impossibilità alla programmazione futura, pianto, disturbi del sonno, ecc., si parla di depressione.

L’esame dei fattori genetici è forse l’aspetto più importante nella considerazione di una causa biologica dei disordini dell’umore. Tuttavia, esiste anche una depressione cosiddetta “reattiva” perché scatenata, ovviamente su un terreno sensibile, da cause che ci hanno profondamente colpito, quali un abbandono, una delusione, un lutto, la perdita del lavoro e in altri termini una forte carenza di affetto, attuale o anche remoto, nello sviluppo della nostra personalità. Questa condizione, definita “depressione maggiore”, è quella che risalta più facilmente agli occhi di tutti.

Tuttavia, può insinuarsi sottilmente giorno dopo giorno con un generico senso di stanchezza, di difficoltà nell’addormentamento, di sacrificio nel levarsi dal letto la mattina ed infine una generica inappetenza o un senso di nausea accompagnato da piccoli disturbi dell’andatura che il paziente definisce, anche se non lo sono, vertigini.È questo il momento di iniziare ad assumere immediati provvedimenti, prima che si giunga a uno stato contrassegnato da quella sintomatologia illustrata poco sopra, che si cataloga come depressione maggiore.

Oggi si cura benissimo, se vi è profonda collaborazione tra paziente e neurologo. Nei nostri studi, per minimizzare la prescrizione di psicofarmaci, sebbene necessari in minima quantità, ricorriamo anche ad integratori alimentari costituiti da componenti naturali accompagnati da altrettanti sistemi di detossicazione profonda dell’organismo. Ciò in virtù del fatto che in qualsivoglia disturbo o malattia vi è sempre alla base un processo tossico che, risalendo attraverso il sangue verso il cervello, annebbia quest’ultimo, attenua i riflessi, ti precipita in uno stato di torpore o di estrema irritabilità, con tutte le conseguenze del caso.

Ribadiamo che gli psicofarmaci sono necessari, ma i rimedi naturali di cui abbiamo testé parlato riducono le dosi tradizionali di circa il 50%, consentendo così una terapia mirata dove si raggiunge il massimo effetto con la minima dose.In taluni casi, esiste invece la sindrome bipolare, caratterizzata da fasi altalenanti tra una grande tristezza ed una esagerata euforia, cui il paziente, mentre per un periodo di tempo dichiara sovente che “la vita è un tormento”, nei mesi susseguenti invece diventa esaltato, euforico e con un senso quasi di onnipotenza, non avverte fatica e stanchezza, dorme pochissimo e compie spese “pazze” che il più delle volte non può permettersi.

Di poi nuovamente precipita nello stato di grande tristezza, di senso di catastrofe, di cataclisma, anche con idee suicidarie e, se non curato in maniera scrupolosa, oscilla perennemente fra questi opposti stati emotivi.

PATANE' PROF. ALFIO GIOVANNI
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